Via Alghero, 22 - Sassari

800 622027

Alternative non farmaceutiche applicabili in Odontoiatria

Viviamo nel mondo occidentale influenzato ancora oggi dalla rivoluzione scientifica del XVII secolo e da quella industriale del XVIII e XIX, dove il primato della ragione teorizzato dagli illuministi e consacrato dalla Rivoluzione Francese ha modificato radicalmente il pensiero europeo e occidentale.

Questo cambiamento ha portato enormi benefici, la vita si è allungata e la sua qualità media si è innalzata, abbiamo un’alfabetizzazione diffusa dalla scolarizzazione obbligatoria e, perlomeno nel nostro continente, un sistema di welfare che garantisce un modello di esistenza mai esistito prima nella storia umana.

Eppure, insieme all’evolversi della società, si sono evolute le patologie e si sono moltiplicati i problemi. Alle vecchie epidemie di massa si sono sostituite le patologie legate agli stili di vita e all’emotività come lo stress, l’ansia, la depressione, a cui si aggiungono quelle alimentari, sempre più comuni a causa del cibo troppo raffinato, medicato e trattato.

Per questi motivi si sta sviluppando nella società, e quindi anche nel paziente odontoiatrico, una nuova gamma di necessità che ricercano un approccio più armonico, naturale e rispettoso della biologia umana e della natura. Se prima i farmaci industriali erano la panacea di ogni male, dal raffreddore alle difficoltà nel dormire, ora si ricercano metodi che non lavorino esclusivamente sui sintomi, ma cerchino di individuare le cause dei malesseri, col fine ultimo di affrontarle con percorsi riabilitativi più rispettosi i tempi biologici del nostro corpo.

Un argomento che mi ha sempre affascinato, da questo punto di vista, è la possibilità di integrare il meglio della tecnica scientifica moderna con la saggezza e la visione globale del passato. Attingendo a queste due grandi fonti del sapere, senza più vederle per forza in maniera alternativa una all’altra, si possono trovare soluzioni efficaci e che garantiscono risultati duraturi nel tempo, con un disagio molto minore per il paziente.

Negli anni, mediante approcci alternativi a quelli tradizionali, come la Dentosofia, la Psicodonzia, la Terapia Miofunzionale, la Posturologia o la Kinesiologia, sono riuscito a risolvere casi che affrontati classicamente, non avevano portato i risultati sperati.

Possiamo parlare di un approccio “olistico”, che guarda alla globalità delle necessità del paziente per comprenderne appieno le origini del malessere che lo ha infine portato a cercare una soluzione. Una importante innovazione negli approcci terapeutici in odontoiatria è l’introduzione di rimedi come i Fiori di Bach, gli oli essenziali o gli integratori naturali per supportare la terapia tradizionale.

Le proprietà di piante come il tea tree, la lavanda o la menta aiutano con le loro proprietà rilassanti – e può essere determinante per classico paziente con la “paura da dentista” -, ma anche antinfiammatorie, lenitive, antisettiche, analgesiche e cicatrizzanti.

Le loro applicazioni, ad esempio in igiene orale, riguardano la cura di herpes, afte, gengiviti e ascessi, ma aiutano anche nell’ansia pre, durante e post intervento, oltre che nel ridurre il disagio e i fastidi di vari sintomi che si manifestano nel breve, medio o lungo termine dopo le classiche cure odontoiatriche.

Insomma un nuovo mondo, interessante e affascinante, che si sta gradualmente sviluppando nella nostra professione, nell’ottica di fornire sempre il meglio alla salute dei pazienti.

Giuseppe Massaiu

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Avanzamento lettura:
0% x