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Cerec, l’alta tecnologia con la protesi digitale

Sirona è il più grande produttore al mondo di tecnologia dentale ed è senza ombra di dubbio leader nell’innovazione in odontoiatria. A partire dall’invenzione del primo trapano elettrico dentale nel 1887, l’azienda è stata costantemente all’avanguardia in fatto di sviluppo tecnologico. Sirona impiega una forza lavoro di oltre 3.300 persone in 31 differenti località nel mondo e commercializza i propri prodotti in oltre 135 paesi, sparsi per i cinque continenti. Gli Stati Uniti sono il loro mercato principale, seguiti dalla Germania e dal Giappone.

CEREC_by_Sirona

In Studio Massaiu, a Sassari, il CEREC, uno dei ritrovati tecnologici più all’avanguardia di quest’azienda, serve per ottimizzare i processi di protesi fissa e Ortodonzia Invisalign.

Questo macchinario è dotato di un sensore ottico intraorale (detto CAM) che sostituisce le vecchie impronte tradizionali. Il sensore è capace di “fotografare” la bocca con centinaia di scatti al secondo, che il computer elabora in un’immagine tridimensionale. Su questa immagine si progetta in digitale il lavoro che sarà in seguito svolto dall’odontotecnico con un notevole risparmio di tempo (varie settimane prima, poche ore adesso).

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Prima di questa innovazione la procedura era lunga e spesso creava disagio nel paziente: le impronte si prendevano “a mano”, applicando sui denti del paziente un materiale di registro come l’alginato o il silicone. Questa operazione piuttosto intrusiva poteva dare nausea, fastidi e costringeva la persona a stare con la bocca aperta molti minuti. Non era tutto: poteva anche accadere, che per movimenti, bolle o strappi l’impronta non venisse presa bene al primo colpo, e la procedura andava ripetuta da capo. Una volta che l’impronta era presa correttamente veniva data all’odontotecnico, che la colava in gesso e da lì si iniziava a lavorare per raggiungere il lavoro definitivo.

Attraverso lo scanner intraorale CAM il sistema CEREC crea il modello della bocca in 3D. Sul modello digitale possiamo lavorare subito e con molta più precisione, abbattendo i tempi e risparmiando anche sull’uso di materiali inquinanti. Nel sistema CEREC è compreso il fresatore (una vera e propria stampante 3D) che permette di creare manufatti protesici (ponti, corone, intarsi) partendo dalle impronte digitali. Il livello dei manufatti è di gran lunga superiore rispetto ai precedenti per qualità, durata, resistenza ed estetica.

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I vantaggi sono indubbi: se prima del CEREC per una protesi servivano dai tre ai cinque appuntamenti, spalmati in molte settimane, ora è possibile risolvere la maggior parte dei casi in poche ore, mentre per quelli più complessi basterà pazientare solo una manciata di giorni.

Altri aspetti interessanti riguardano i provvisori (che attraverso questo macchinario possono essere pronti in un’ora, mentre in precedenza servivano uno o due giorni) e la Terapia Ortodontica Invisalign. In quest’ultimo caso il file con l’impronta digitale arriva in pochi istanti al centro operativo degli Stati Uniti dove vengono realizzate le mascherine, mentre prima le impronte andavano spedite fisicamente per mezzo mondo prima di poter essere elaborate.

Giuseppe Massaiu

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