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Disturbi del sonno, no grazie!

Quanto è brutto passare una nottata con incubi, bruschi risvegli o momenti di apnea? L’indomani si è stanchi, nervosi, poco lucidi e insofferenti. In alcuni casi, per persone che lavorano o hanno figli, questa situazione può diventare un vero e proprio handicap.

I disturbi del sonno (detti OSAS, dall’inglese obstructive sleep apnea syndrome) sono dovuti ad un’alterazione delle funzioni della respirazione e della deglutizione. Tutto ha origine nel rapporto che ha l’organismo rispetto alla sua fonte principale di energia: l’ossigeno.

Il nostro cervello sorveglia questo delicato equilibrio, verificando che gli organi siano sempre ben ossigenati e ci avvisa quando questo non avviene. L’ossigeno entra nel corpo tramite le vie aeree, risucchiato dal naso e dalla bocca grazie ai muscoli della respirazione, dei quali il muscolo diaframma è il più importante, la cui attivazione automatica è controllata da recettori che misurano costantemente la quantità di ossigeno. Il diaframma, muovendo la gabbia toracica, inspira l’aria nei polmoni.

respirazione

L’aria inspirata tramite il naso e la bocca passa nella gola, nella trachea, nei bronchi, ed infine negli alveoli polmonari dove l’ossigeno contenuto nell’aria passa all’interno dei vasi sanguigni per raggiungere tutte le cellule del corpo.

Quindi maggiore è la dimensione del tubo (le vie aeree) che porta l’aria all’interno del corpo verso i polmoni e minore è il lavoro dei muscoli della respirazione; viceversa minore è il suo diametro, maggiore è la fatica sostenuta dal diaframma.

Nel sonno, per la posizione assunta dal corpo e per il rilassamento muscolare, si determina una fisiologica riduzione dei volumi delle prime vie aeree.

Se le vie di passaggio dell’aria vengono ulteriormente ridotte di calibro o addirittura ostruite, i muscoli respiratori dovranno attivarsi in gran misura e fare molta fatica nel far passare l’aria. Per compensare ciò il diaframma dovrà lavorare maggiormente per consentire una sufficiente ossigenazione degli organi durante la notte. Ciò si ottiene aumentando la forza di aspirazione dell’aria con uno sforzo maggiore proprio quando tutti i muscoli del corpo dovrebbero riposarsi.

Respirazione

In questo quadro patologico rientra il russamento, causato dall’aria che, passando velocemente contro le parti molli delle vie aeree parzialmente ostruite, facendole vibrare. In queste condizioni il flusso di aria può ridursi di oltre il 50% o arrestarsi per alcuni secondi (causando un momento di apnea ).

Durante le apnee i livelli di ossigeno nel sangue si abbassano rapidamente. Il corpo non accetta questa situazione e cerca di combatterla, con un aumento della pressione sanguigna e dell’attività cardiaca fino a possibili aritmie e a livello cerebrale con sonno disturbato da brutti sogni o risvegli con affanno. Questa è la causa per alcuni bambini del sonnambulismo, del fare la pipì a letto o dell’andare tutte le notti a dormire dai genitori.

Ricordo che il russamento, in forma più o meno grave, affligge il 60% circa della popolazione maschile adulta e il 40% di quella femminile, ma è anche molto frequente nei bambini.

I pazienti che hanno il sonno disturbato con russamento e apnee, soffrono frequentemente di:

  • sonnolenza diurna;
  • deficit della memoria;
  • irritabilità;
  • colpi di sonno.

sonnolenza

Gli adulti affetti da OSAS  sono in genere sovrappeso. I bambini piccoli con OSAS tendono invece a essere magri e smilzi come nei “ritardi nella crescita”. Questo avviene per due ragioni: lo sforzo richiesto per respirare è così elevato che le calorie vengono bruciate troppo rapidamente, anche nei momenti di riposo, e inoltre l’apporto calorico è spesso ridotto, perché il naso e la gola sono così ostruiti da catarro o da edema sotto-mucoso che l’atto stesso del mangiare è privo del piacere del gusto e la deglutizione dei cibi è fisicamente spiacevole.

Le apnee ostruttive nel sonno dei bambini, a differenza di quelle degli adulti, sono quasi sempre accompagnate da tonsille o adenoidi ipertrofiche che generano ostruzione meccanica e vengono spesso trattate chirurgicamente con la tonsillectomia e la adenoidectomia. Noi abbiamo adottato una modalità meno traumatica per il piccolo paziente, applicando i principi della Terapia Miofunzionale e dell’Ortopedia Intercettiva che attraverso la rieducazione della deglutizione e l’aumento dei volumi intraorali mediante tecniche specialistiche atraumatiche, permette di superare il problema senza dover sacrificare tonsille o adenoidi, importante barriera alle infezioni.

La maggior parte dei casi di OSAS nei bambini è causata dalla deglutizione disfunzionale, quando la lingua non assume la sua posizione fisiologica all’interno della bocca (andando in alto, verso lo spot palatino), mantenendosi bassa e interposta tra i denti, costringendo la sua radice ad occupare lo spazio posteriore nella rinofaringe, destinato al corretto flusso dell’aria, ostruendolo e dando origine alla patologia.

IMGP0480

Per gli adulti sofferenti di OSAS si utilizzano apparecchi specifici anti-russamento, che vengono realizzati su misura per ogni paziente. Questi agiscono direttamente sul meccanismo che produce il disturbo. Indossando l’apparecchio prima di andare a dormire si porta la mandibola in avanti, la lingua si sposta in alto sul palato (verso spot palatino), la sua radice posteriore in avanti, creando uno spazio maggiore nel rinofaringe, facilitando il percorso naturale dell’aria. Si allarga quindi lo spazio delle prime vie aeree proprio lì dove prima si determinava l’ostruzione.

In tal modo tutta la muscolatura respiratoria fa meno fatica durante il sonno e la persona al risveglio è più riposata e con maggiori energie fisiche e mentali da utilizzare durante la giornata.

Giuseppe Massaiu e Valeria Cau

 

 

 

 

 

 

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