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Soluzioni moderne per la perdita dei denti: l’implantologia

Gli esseri umani hanno sempre puntato a preservare, per quanto possibile, un bel sorriso. Visto che nel passato non esistevano conoscenze approfondite su alimentazione o igiene (men che meno orale), dopo l’adolescenza si rischiava di perdere i primi denti, lasciando spazi poco funzionali e antiestetici. Nei secoli, a seconda del luogo e delle condizioni economiche dei soggetti, sono state elaborate numerose e variegate soluzioni protesiche, utilizzando i più svariati materiali: osso, pietra, metalli, ceramica, porcellana, resine.

Questo perché l’esigenza masticatoria era comunque la necessità principale da soddisfare, ma lascio immaginare ai lettori a quali compromessi si facesse ricorso per cercare di ritornare ad una parvenza di estetica.

dental history

Se nella prima metà del ‘900 la soluzione migliore, top di tecnologia, è stata la dentiera dei nostri nonni, ora questa ha lasciato il passo a soluzioni sempre più sofisticate alla portata di tutti, mediante l’implantologia. Questa tecnica, grazie al posizionamento dentro l’osso mascellare o mandibolare di viti in titanio (il metallo più biocompatibile esistente) permette di installare uno o più denti nelle arcate dentali, che risultano fissi come quelli di una bocca sana.

Tutto questo significa dare alle persone anziane (o anche giovani, ma che hanno avuto poca cura della loro salute orale) un’alternativa al deprimente rituale di togliere una dentiera prima di andare a dormire, per lasciarla la notte in un bicchiere con del disinfettante per riprenderla il giorno dopo.

dentures

L’arrivo degli impianti in odontoiatria, quindi, è stata una rivoluzione. Oggi, grazie alle più moderne tecniche implantari è possibile eseguire delle riabilitazioni complete, che interessano l’intera bocca, nel giro di sole ventiquattro ore.

Il paziente entra in studio la mattina, completamente senza denti o solo con i pochi residui, si pratica l’anestesia locale completa dell’arcata interessata e si inizia l’intervento chirurgico. Il primo passo è l’eliminazione dei denti rimanenti, per proseguire con il posizionamento dentro l’osso degli impianti necessari. Esistono due tecniche: la prima vede l’utilizzo di due impianti anteriori verticali e due lunghi obliqui posteriori, detta all on four (traducibile in “tutto con quattro); la seconda vede l’utilizzo di sei impianti, detta all on six, posizionati paralleli uno all’altro, due anteriori, due laterali e due posteriori. Questa seduta chirurgica, a seconda della tecnica, dura tra i sessanta e i novanta minuti.

A questa fase segue quella della presa delle impronte di precisione, molto delicata in quanto tramite queste l’odontotecnico specializzato inizierà la preparazione della protesi nei brevi tempi tra l’intervento e la consegna.

all on four

Il paziente viene dimesso con le opportune terapie e invitato a presentarsi nell’arco di ventiquattrore circa, per la consegna del manufatto protesico. Questa seconda fase avviene con il bloccaggio della protesi sugli impianti, che risulterà quindi avvitata e stabile, generando una grande sensazione di comfort al paziente, soddisfatto del gran risultato estetico e del rispristino completo della funzione masticatoria che ora ha riacquistato.

Voglio evidenziare che, pur sembrando una tecnica molto invasiva, questa procedura clinica comporta un minimo disagio per il paziente, che integra velocemente la nuova struttura artificiale nel proprio cavo orale, godendo rapidamente dei benefici visti prima senza subire effetti collaterali.

Da quando ho conosciuto questa tecnica tanti anni fa, ne ho subito intuito le grandi potenzialità per il ripristino della salute e del benessere del paziente, e la consiglio sempre come elemento risolutivo per il ritorno alla vita attiva con soddisfazione e sorriso.

Giuseppe Massaiu

 

 

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