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Come trattiamo gli altri, il valore del comportarsi bene

Anche questo mese ci siamo portati avanti con il nostro gioco culturale di studio, con altri libri che sono stati letti dai membri dello staff. Oggi utilizzeremo quello completato da Laura Carta, una delle nostre splendide assistenti, che lo ha portato in riunione.

Il testo in questione è “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie.

È un libro che affronta un tema spesso sottovalutato ma cruciale, relativo all’importanza del saper dialogare, socializzare, trattare nel modo corretto le persone, mantenendo un giusto approccio davanti alle situazioni più disparate che ci presenta la vita.

 

Il rispetto è ciò che devi dare agli altri, prima di pretenderlo per te. È una semplice constatazione, tanto lineare che potrebbe apparire quasi scontata. Eppure abbiamo assistito, nell’ultima dozzina d’anni, ad un declino sempre più vertiginoso di quella che un tempo si chiamava “educazione”.

Se prima i nostri nonni e genitori ci insegnavano il rispetto per gli altri, per le istituzioni, per le regole della cortesia, ora sembriamo precipitati in una sorta di terra di nessuno morale, dove ognuno fa quello che gli pare e dove tutto gli è dovuto. Con un decadimento globale dei valori della società in cui viviamo.

L’altro punto importante su cui poter lavorare attivamente è la propria felicità interiore. L’atteggiamento mentale ne è la chiave. Due individui possono vivere nello stesso luogo, con le stesse persone, con lo stesso reddito, svolgendo lo stesso lavoro, eppure risultare diametralmente opposte: una profondamente triste e l’altra incredibilmente felice. Questo perché la soddisfazione non dipende solo dalle situazioni esterne, ma principalmente dal proprio stato interiore.

Bisogna curare l’ambiente in cui si vive in modo da ripulirlo da tutti gli influssi negativi (persone, situazioni, compromessi) che mandano KO la nostra positività. Solo così saremo in grado di sviluppare al massimo il nostro potenziale.

Iniziare a programmare buone e semplici abitudini può essere un ottimo inizio. Sorridere ogni giorno al risveglio, trovare una buona parola per chi incontriamo, fare complimenti e apprezzamenti a chi lavora con noi, sono tutti mezzi con cui migliorare l’ambiente che ci circonda.

L’ultimo punto fondamentale nel cambiamento della propria vita è l’evitare discussioni. Ci sono dozzine e dozzine di studi comportamentali che hanno dimostrato che non si risolve nulla durante un litigio, e nessuno ha la meglio, in quanto:

  • La prima reazione è mettersi sulla difensiva, trincerandosi dietro le proprie convinzioni.
  • Così facendo non riusciremo mai a far cambiare idea al nostro interlocutore discutendo, in quanto anche lui adotterà la stessa strategia.
  • Ecco che la discussione fine a se stessa diventa inutile, ed è meglio evitarla

L’atteggiamento corretto, qualcuno viene per lamentarsi, o aggredirci, è l’ascolto, il prendere nota in forma mentale o scritta delle critiche che ci vengono portate, controllarsi per non sbottare e scendere allo stesso livello emotivo negativo che l’altra persona sta vivendo. L’incontro finisce con il ringraziamento per quanto detto e l’impegno di riparlarne  in maniera serena in un secondo momento. Questo avverrà quando anche noi avremo valutato i pro e i contro delle ragioni dell’altro e sapremo porci in maniera costruttiva nel dialogo, e il tono emotivo sarà cambiato e più consono al raggiungimento di un fine possibile all’incontro.

Non è facile, ma in studio lo applichiamo tantissimo per migliorare il clima interno e risolvere i micro-problemi che possono sorgere durante la quotidianità lavorativa.

È una strada che richiede molto impegno, fiducia e autodisciplina, ma è anche la migliore per godere di una vita personale e professionale piena e soddisfacente.

Giuseppe Massaiu e Laura Carta

 

 

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