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Un alimentazione consapevole a sostegno della tua salute orale

Se vi ponessi la domanda “di cosa ci nutriamo?”, quale sarebbe la vostra risposta?

Quali sono i cibi sani e quali i nemici che causano accumuli di grassi o alti livelli di colesterolo? Come accostarli per creare un pasto bilanciato? Quali sono i responsabili di gonfiore, spossatezza e calo delle difese immunitarie? Quali sono classificati come assolutamente tossici per il nostro organismo? Quali possono determinare danni, nel breve o nel lungo termine, alla nostra bocca e ai nostri denti?

A tal proposito bisogna sapere che, talvolta, le malattie stesse nascono (o peggiorano) a causa di abitudini di alimentazione scorretta.

Se ci pensiamo un attimo, infatti, ci vuole poco a comprendere che il cibo è il carburante, la fonte di tutti gli elementi che ci consentono di fornire energia ai nostri organi e muscoli. In pratica, la base energetica su cui fondiamo ognuna delle nostre azioni vitali, ma anche causa di malattia, un po’ come se mettessimo gasolio in un motore a benzina.

In una società nella quale la scelta di sposare uno stile di vita alimentare diventa talvolta una moda e, in alcuni casi, diventa talmente assolutizzante da sembrare quasi un dogma religioso, è bene avere una buona ed equilibrata consapevolezza scientifica sull’argomento, per poter scegliere con serenità nell’impostare un efficace modello di alimentazione sana, mantenendo il corretto stato di salute.

Avere delle buone abitudini alimentari svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento del nostro stato di benessere psico-fisico. In ambito odontoiatrico, per esempio, abbiamo potuto constatare come alcuni cibi possano essere considerati dei veri e propri “nemici” del cavo orale, contribuendo all’insorgenza di stati infiammatori e nella formazione della carie.

Basti pensare che le mucose che rivestono l’interno della nostra bocca fanno parte di un vasto tessuto che interessa tutto il tubo digerente, per cui ciò che accade in un punto, può manifestarsi in un’altra zona anche molto distante.

Durante la digestione, il PH gastrointestinale tende ad acidificarsi ulteriormente, per consentire agli enzimi preposti di attivare le trasformazioni dei cibi ingeriti. L’introduzione frequente di cibi acidi e di quelli più difficili da digerire, costringe il nostro sistema a compiere un lavoro che richiede delle energie maggiori per portare a compimento la sua attività, portando l’intero organismo un uno stato di affaticamento generale. Questo comporta un calo delle difese immunitarie, con conseguente predisposizione all’instaurarsi di stati infiammatori.

Oltre la nostra esperienza clinica, vari studi hanno dimostrato che la carenza di alcune vitamine quali la A, la D e la C, sono concausa nel ritardo della riparazione dei tessuti e nel rinnovamento di questi con nuove cellule giovani. Per cui un tessuto che invece di rinnovarsi invecchia, sarà più facilmente attaccabile dai batteri patogeni che popolano la nostra bocca.

Tra gli alimenti considerati “tossici”, se assunti ovviamente in eccesso, ritroviamo gli agrumi, alcune verdure quali i pomodori e le melanzane, zuccheri e farine raffinate, il latte e i cibi contenenti lattosio che, in quanto difficilmente digeribili, fermentano tenendo un livello di acidità del PH che perdura nel tempo, con tutti gli effetti negativi che ne conseguono, compresi il sorgere delle carie o delle infiammazioni gengivali.

Questo non vuol dire la loro totale e obbligatoria eliminazione, piuttosto un’attenzione maggiore e, magari, una visita da uno specialista odontoiatra per verificare, senza auto-diagnosi, come una maggiore consapevolezza relativa a quello che mangiamo può migliorare la nostra salute orale globale.

Giuseppe Massaiu e Valeria Cau

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